Eventi Astronomici Ottobre 2026: Saturno in Opposizione, Marte nel Presepe, Draconidi, Orionidi e Luna del Cacciatore

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Eventi Astronomici Ottobre 2026: Saturno in Opposizione, Marte nel Presepe, Draconidi, Orionidi e Luna del Cacciatore

Ottobre 2026: Saturno sul trono della notte, tra sciami meteorici e un addio serale

Dopo un settembre di transizione, ottobre 2026 riporta i pianeti e le meteore al centro della scena. Il grande protagonista è Saturno, che il 4 ottobre raggiunge l'opposizione: il Signore degli Anelli sorge al tramonto del Sole, resta visibile per tutta la notte e mostra il suo massimo splendore dell'anno. Pochi giorni dopo, la Luna Nuova del 10 ottobre regala una finestra di buio quasi perfetta, proprio a cavallo di due appuntamenti da non perdere: le Draconidi, in massimo nella notte tra l'8 e il 9, e l'11-12 ottobre, quando Marte attraversa il centro dell'ammasso del Presepe (M44). Nella seconda metà del mese la Luna crescente complica la vita alle Orionidi del 21-22 ottobre, mentre Venere si congeda dal cielo serale e il 24 ottobre raggiunge la congiunzione inferiore con il Sole. Il 25 ottobre tornano le lancette all'ora solare e il 26 ottobre la Luna del Cacciatore illumina la notte, per poi sfiorare le Pleiadi nelle ore successive.

Ottobre 2026 in sintesi

  • 3 ottobre: Ultimo Quarto
  • 4 ottobre: Saturno all'opposizione (mag +0,3, nella Balena), visibile tutta la notte ⭐
  • 5 ottobre, all'alba: falce di Luna a circa 1° da Marte, nel Cancro
  • 6 ottobre, all'alba: falce di Luna a circa 3° da Giove, nel Leone; massimo delle Camelopardalidi di ottobre (sciame minore)
  • 6–10 ottobre: Draconidi, massimo la notte tra l'8 e il 9 (ZHR ~5), con cielo senza Luna ⭐
  • 10 ottobre: Luna Nuova
  • 11–12 ottobre: Marte attraversa il centro del Presepe (M44) ⭐
  • 12 ottobre: massima elongazione orientale di Mercurio, ma molto basso sull'orizzonte
  • 13 ottobre circa: massimo anticipato delle Tauridi meridionali (ZHR ~5)
  • 18 ottobre: Primo Quarto; massimo delle ε-Geminidi (ZHR ~3)
  • 21–22 ottobre: massimo delle Orionidi (ZHR 20+), con Luna gibbosa crescente ⭐
  • 24 ottobre: congiunzione inferiore di Venere (non osservabile); massimo delle Leonis Minoridi
  • 25 ottobre, ore 03:00: si torna all'ora solare (le lancette tornano alle 02:00)
  • 26 ottobre, ore 05:12 (ora solare): Luna Piena, la Luna del Cacciatore
  • 27–28 ottobre: la Luna quasi piena passa a pochi decimi di grado dalle Pleiadi

Fasi lunari e pianificazione osservativa

Il ciclo lunare di ottobre è nettamente diviso in due metà. Dopo l'Ultimo Quarto del 3 ottobre, la Luna cala e sorge sempre più tardi, fino alla Luna Nuova del 10 ottobre. Le notti dal 6 al 16 ottobre sono la finestra migliore del mese per meteore e cielo profondo: nel cuore di questo periodo, tra il 7 e il 13, la Luna è così sottile da sorgere solo al mattino o da tramontare subito dopo il Sole, lasciando il cielo completamente scuro per gran parte della notte. Dal Primo Quarto del 18 ottobre la situazione si ribalta: la Luna cresce, resta alta per buona parte della notte e raggiunge la pienezza il 26, penalizzando le Orionidi e riportando il cielo alla luce del plenilunio fino a fine mese.

  • 3 ottobre: Ultimo Quarto
  • 10 ottobre: Luna Nuova
  • 18 ottobre: Primo Quarto
  • 26 ottobre, ore 05:12 (ora solare): Luna Piena — Luna del Cacciatore

Come regola pratica, chi vuole dedicarsi a nebulose, galassie o astrofotografia a banda larga dovrebbe concentrare le sessioni tra il 6 e il 16 ottobre; chi invece punta su Luna, pianeti e doppie può usare senza problemi le settimane centrate sul Primo Quarto e sul plenilunio, quando il disturbo luminoso conta meno.


4 ottobre — Saturno in opposizione ⭐

Il 4 ottobre Saturno si trova esattamente dalla parte opposta del cielo rispetto al Sole. L'opposizione cade nel primo pomeriggio (verso le 14:00, ora italiana), quindi il pianeta non è ancora sopra l'orizzonte, ma la sera stessa è già il momento migliore dell'anno per osservarlo: sorge poco dopo il tramonto, culmina a circa 47° di altezza intorno all'una di notte e resta visibile fino all'alba. Dal punto di vista pratico, le sere attorno al 4 ottobre (indicativamente dal 25 settembre al 15 ottobre) sono tutte ottime.

La magnitudine è +0,3, paragonabile alle stelle più luminose del cielo, e il pianeta si trova nella costellazione della Balena, al confine con i Pesci, in una regione povera di stelle brillanti che lo rende facile da riconoscere a occhio nudo come un punto giallo-bianco stabile e dalla luce ferma. Al telescopio il disco misura circa 19,7 secondi d'arco e gli anelli, inclinati di circa 7-8° verso di noi e in lenta apertura rispetto allo scorso anno, sono già ben separabili dal globo anche con strumenti di modesta apertura. Vicino all'opposizione gli anelli mostrano inoltre un leggero aumento di luminosità (il cosiddetto effetto di opposizione), che li rende particolarmente brillanti.

Con un binocolo stabile si intuisce già la forma allungata del pianeta e, con un piccolo telescopio, si può cercare Titano (mag. circa 8,4), il satellite più facile da individuare. Per l'osservazione dettagliata (divisione di Cassini, bande equatoriali) conviene attendere che Saturno sia alto, nelle ore centrali della notte, quando l'aria è meno turbolenta. Per l'astrofotografia planetaria, è il momento di raccogliere i video: una camera planetaria, un telescopio con focale lunga o una barlow e sessioni da pochi minuti bastano per ottenere immagini con anelli e bande ben definiti.


5–6 ottobre — All'alba la Luna incontra Marte e Giove

Le mattine del 5 e del 6 ottobre offrono due incontri consecutivi per chi si alza prima dell'alba, con la Luna calante ridotta a una falce sempre più sottile.

  • 5 ottobre, all'alba: la falce di Luna (illuminata al 30% circa) passa a poco più di 1° da Marte (mag. +1,1), nella costellazione del Cancro. Poco lontano, a qualche grado, si trova l'ammasso aperto del Presepe (M44): un binocolo a largo campo permette di inquadrare insieme pianeta e ammasso. Marte sorge poco dopo l'una di notte ed è già a circa 40° di altezza alle 05:00.
  • 6 ottobre, all'alba: la Luna (circa 20%) si trova a circa 3° da Giove (mag. −1,7), nel Leone. La congiunzione più stretta avviene nella tarda mattinata, di giorno, e in alcune regioni del mondo (Africa, Americhe) si traduce in un'occultazione del pianeta, non visibile dall'Italia. Dalle nostre latitudini resta comunque una coppia molto bella, facile da vedere a occhio nudo.

Entrambi gli incontri sono visibili senza strumenti. Giove, il più luminoso, funge da ottimo riferimento anche per chi voglia cogliere l'occasione di puntare il telescopio sulle bande e sui quattro satelliti galileiani, che al mattino si osservano in condizioni tranquille.


6–10 ottobre — Camelopardalidi e Draconidi sotto la Luna Nuova ⭐

La parte migliore di ottobre per le meteore è quella tra il 6 e il 12: la Luna Nuova del 10 offre un cielo scuro proprio quando sono attivi due sciami tipici dell'inizio dell'autunno. Secondo il calendario ufficiale dell'International Meteor Organization e le analisi della Sezione Meteore UAI, nel 2026 non sono previsti outburst: si tratta quindi di sciami modesti, ma da seguire in condizioni ideali.

Le Draconidi (o Giacobinidi) sono attive dal 6 al 10 ottobre con massimo il 9 ottobre alle 01:00 UT (le 03:00 in Italia, cioè nella notte tra l'8 e il 9), ZHR indicativo di circa 5 e meteore eccezionalmente lente (circa 20 km/s). Lo sciame è legato alla cometa 21P/Giacobini-Zinner ed è famoso per la sua imprevedibilità: nel 1933 e nel 1946 diede vita a vere tempeste meteoriche e in anni recenti (2011, 2018) ha prodotto outburst di breve durata. Per il 2026 l'IMO non segnala aumenti attesi, ma raccomanda di sorvegliare il cielo per circa 24 ore attorno all'istante del massimo, nel caso di meteore da vecchie scie di polvere.

A differenza della maggior parte degli sciami, le Draconidi si osservano meglio in prima serata: dopo la fine del crepuscolo (verso le 20:20) il radiante, nella testa del Dragone, è molto alto nel cielo (60-70° tra le 19:30 e le 20:30), mentre verso le 03:00, all'istante teorico del massimo, si abbassa fino a circa 15°. La Luna, quasi nuova, non disturba in nessun momento della notte: è un'ottima occasione per osservazioni a occhio nudo, da un luogo buio, in una serata tranquilla.

Poche ore prima, alle prime luci del 6 ottobre, raggiungono il massimo le Camelopardalidi di ottobre (ZHR ~5, con incertezza), sciame minore con radiante circumpolare nella Giraffa, attivo solo nella notte tra il 5 e il 6. Il massimo teorico cade alle 04:40 UT (le 06:40 in Italia), già nel crepuscolo del mattino, quindi conviene osservare nelle ultime ore di buio; una falce di Luna calante (circa 20%) disturba solo in parte. Nei giorni successivi sono attivi anche altri sciami minori (come le δ-Aurigidi di ottobre, nella prima metà del mese, e le Ursae Majoridi di ottobre, con massimo attorno al 16), interessanti soprattutto per le riprese video.


11–12 ottobre — Marte attraversa il Presepe ⭐

Nelle ore che precedono l'alba dell'11 e del 12 ottobre Marte attraversa il centro dell'ammasso aperto del Presepe (M44), nel Cancro: un incontro tanto raro quanto fotogenico, che ricade in piena Luna Nuova e quindi con un cielo perfettamente scuro. Il pianeta, di magnitudine +1,1 e dal caratteristico colore arancione, spicca tra le decine di stelle dell'ammasso (che ha magnitudine complessiva 3,1 e un diametro apparente di circa 1,5°). Marte sorge attorno all'una e un quarto di notte ed è ben alto, a circa 40° sull'orizzonte orientale, verso le 05:00.

Il Presepe è un oggetto da binocolo o da telescopio a grande campo, con ingrandimenti molto bassi: a occhio nudo si vede Marte, ma è il binocolo che rivela l'intera scena, con il pianeta rosso immerso tra le stelle dell'ammasso. Per l'astrofotografia basta una macchina fotografica con teleobiettivo (200-300 mm) su montatura tracciante o un piccolo rifrattore a corta focale; il consiglio è di riprendere più esposizioni brevi per evitare che Marte, più luminoso delle stelle circostanti, saturi il sensore. Nei giorni successivi il pianeta prosegue il suo cammino verso Giove: nel corso del mese la distanza tra i due si riduce da circa 18° a circa 6°, in vista di un incontro ravvicinato a metà novembre.


12–24 ottobre — Venere lascia il cielo serale (congiunzione inferiore)

Dopo il massimo splendore di settembre, Venere si avvia rapidamente verso la congiunzione inferiore del 24 ottobre, quando passa tra la Terra e il Sole, a circa 6° a sud di quest'ultimo. Nel corso del mese la sua fase si riduce a una falce sempre più sottile (dal 14% a inizio mese a meno dell'1% poco prima della congiunzione) mentre il disco si ingrandisce fino a circa 62 secondi d'arco; la luminosità, però, scende da magnitudine −4,4 a circa −3,7. Alle nostre latitudini Venere è ormai praticamente inosservabile alla sera: nei primi giorni di ottobre tramonta meno di mezz'ora dopo il Sole, sempre più a ridosso di esso, e dal 12 ottobre tramonta praticamente insieme al Sole. Per questo l'avvicinamento della Luna, sottilissima (3%) il 12 ottobre, resta un evento fuori portata dall'Italia.

Venere tornerà visibile al mattino, prima dell'alba, nel corso di novembre, con la massima elongazione occidentale il 29 novembre. Attorno al 24 ottobre non si tenta alcuna osservazione: il pianeta è troppo vicino al Sole e cercarlo con strumenti ottici significa esporsi a un rischio reale per gli occhi e per l'attrezzatura.

Mercurio raggiunge la sua massima elongazione orientale (circa 25°) il 12 ottobre, ma la sua posizione in Bilancia, a declinazione australe, lo tiene basso sull'orizzonte sud-occidentale: al tramonto si trova a poco più di 6° di altezza, con magnitudine intorno a 0. Per le latitudini italiane è un'apparizione sfavorevole, alla portata solo di chi dispone di un orizzonte occidentale perfettamente libero e di un binocolo da usare a Sole già tramontato.


21–22 ottobre — Il massimo delle Orionidi ⭐

Le Orionidi sono lo sciame più importante di ottobre e il secondo "regalo" della cometa di Halley (1P/Halley) al cielo terrestre, dopo le Eta Aquaridi di maggio. Attive dal 2 ottobre al 7 novembre, raggiungono il massimo il 21 ottobre (nella notte tra il 21 e il 22) con uno ZHR di circa 20 meteore all'ora e velocità molto elevata, intorno ai 66 km/s: sono meteore rapide, spesso luminose, che possono lasciare scie persistenti. Il radiante si trova in Orione, vicino ai confini con i Gemelli, e sorge attorno alle 22:30, raggiungendo 45-60° di altezza tra le 03:00 e le 05:00.

Purtroppo il 2026 non è l'anno più favorevole: la Luna gibbosa crescente (illuminata al 78% il 21 e all'86% il 22) è vicina al plenilunio e inonda di luce la prima parte della notte. La Sezione Meteore UAI la indica come il principale limite all'osservazione dello sciame. La soluzione è pianificare la sessione nelle ore dopo il tramonto della Luna, che nella notte tra il 21 e il 22 avviene attorno alle 03:00: da quel momento e fino alle prime luci (il crepuscolo astronomico inizia attorno alle 06:00) il radiante è già molto alto e il cielo è finalmente scuro. Anche le notti precedenti (19-20 e 20-21 ottobre, con Luna che tramonta prima, verso le 01:00 e le 02:00) offrono più ore scure, a fronte di una lieve riduzione dei tassi.

Nella stessa settimana si sovrappongono alcuni sciami minori con radianti e velocità diverse, che non vanno confusi con le Orionidi: le ε-Geminidi (massimo il 18 ottobre, ZHR ~3, meteore molto veloci di circa 70 km/s), le Leonis Minoridi (massimo il 24 ottobre, ZHR ~2) e le Tauridi meridionali, che hanno un massimo anticipato attorno al 13 ottobre (ZHR ~5), quest'anno potenzialmente un po' più attivo della media, con meteore lente e talvolta molto luminose. Le Tauridi restano attive per tutto il mese e sono ideali per chi ama contare le meteore o fotografare bolidi brillanti; la UAI ricorda però che il 2026 non è un anno atteso per un'attività particolare di bolidi tauridi.


25 ottobre — Torna l'ora solare

Nella notte tra sabato 24 e domenica 25 ottobre, alle 03:00 ora legale (CEST), le lancette tornano indietro di un'ora, alle 02:00 ora solare (CET). Per chi osserva è una buona notizia: il Sole tramonta attorno alle 17:10 e il crepuscolo astronomico termina attorno alle 18:50, quindi il cielo scuro è disponibile fin dalle prime ore della sera, una comodità per le uscite osservative con chi non può fare tardi (bambini, scuole, serate pubbliche). Da questa data, tutti gli orari indicati nel post si intendono in ora solare.


26–28 ottobre — Luna del Cacciatore e Pleiadi

La Luna Piena del 26 ottobre cade alle 05:12 ora solare (04:12 UT) ed è conosciuta come Luna del Cacciatore, la prima Luna Piena dopo quella del Raccolto. Il nome ha origine nordamericana e ricorda i tempi in cui, a campi ormai mietuti, la luce lunare aiutava i cacciatori a individuare le prede prima dell'inverno. Al momento della fase esatta la Luna è già bassa a ovest (circa 18° di altezza) e tramonta alle 07:00 circa. Il momento migliore per apprezzarla è il 25 e 26 ottobre a fine pomeriggio, quando sorge quasi in coincidenza con il tramonto del Sole (attorno alle 16:35 il 25 e alle 17:00 il 26) e appare grande e dorata sull'orizzonte orientale, per l'illusione ottica della Luna bassa e per l'arrossamento dovuto all'atmosfera.

Nella notte tra il 27 e il 28 ottobre, la Luna (ancora illuminata al 94% circa) si porta in mezzo alle Pleiadi (M45), passando a meno di 1° dal centro dell'ammasso e a pochi decimi di grado da alcune delle sue stelle attorno alle 02:00 ora solare. In alcune località si possono verificare occultazioni di singole stelle dell'ammasso: gli istanti esatti variano di località in località e vanno consultati nelle previsioni dedicate (IOTA, UAI). Il bagliore lunare rende comunque l'osservazione molto difficile, soprattutto per un ammasso così delicato: è uno spettacolo per il binocolo e per chi ama gli eventi "geometrici" più che per chi cerca dettagli. Nella stessa regione di cielo si trova Urano (mag. +5,6), nel Toro, a circa 6° dall'ammasso.


Deep-sky di ottobre: il cielo d'autunno si accende

Ottobre è il mese in cui il cielo estivo si ritira verso ovest e le costellazioni autunnali (Andromeda, Pegaso, Cassiopea, Perseo) dominano la volta celeste, con il Toro e Orione che salgono nella seconda parte della notte. La finestra ideale è quella tra il 6 e il 16 ottobre, attorno alla Luna Nuova.

  • M31 (Galassia di Andromeda), M32, M110 e M33 (Galassia del Triangolo) — M31 supera i 60° di altezza attorno alle 22:00 ed è il bersaglio d'obbligo del mese, visibile a occhio nudo da un cielo scuro e spettacolare in binocolo. M33, più estesa e debole, richiede invece cieli davvero bui.
  • Doppio Ammasso di Perseo (NGC 869 e NGC 884) — Alto in prima serata, splendido in binocolo o a basso ingrandimento. Nella stessa regione, l'ammasso M34 e, per l'astrofotografia in H-alfa, la Nebulosa California (NGC 1499).
  • Cassiopea: M52, NGC 457 (ammasso del "Gufo" o E.T.), NGC 7789 — Ammassi aperti ricchi di stelle e facili da trovare, perfetti per i piccoli telescopi. Per gli astrofotografi è la stagione delle nebulose a emissione Cuore e Anima (IC 1805 e IC 1848), in Cassiopea.
  • M15 (Pegaso) e M2 (Acquario) — Due tra gli ammassi globulari più belli del cielo boreale, ben posizionati in prima e seconda serata e ottimi per telescopi di apertura media.
  • NGC 7009 (Nebulosa Saturno, Acquario) — Piccola nebulosa planetaria brillante, che al telescopio mostra un aspetto ovale con "ansae" laterali: un bersaglio che regala bellissime riprese anche con strumenti modesti.
  • Triangolo Estivo e Cigno (M57, Albireo, NGC 7000) — Ancora ben posizionati a ovest nelle prime ore della sera: ottobre è ancora un buon mese per la Nebulosa Nord America, il Velo e la Nebulosa Anello, prima che l'estate lasci definitivamente il posto all'inverno.
  • Pleiadi (M45), Iadi, Urano — Sorgono in serata (Urano attorno alle 20:30) e diventano comodi dopo le 23:00. Urano (mag. +5,6, nel Toro) è raggiungibile con un binocolo e una mappa: raggiunge l'opposizione a novembre.
  • Nettuno (mag. +7,8, Pesci) — Dopo l'opposizione di fine settembre resta ben osservabile nella prima parte della notte (culmina poco prima di mezzanotte a circa 45° di altezza) e a circa 8° da Saturno, che può servire da riferimento per la ricerca a bassi ingrandimenti.
  • Orione (M42) e Auriga (M36, M37, M38) — Nelle ore piccole, dopo l'una di notte, sorgono gli spettacoli invernali: la Nebulosa di Orione comincia a salire nella seconda parte della notte e a fine mese sarà già un bersaglio comodo.

Sul fronte delle comete ottobre è un mese tranquillo: le principali, come 10P/Tempel 2 e 161P/Hartley–IRAS, restano oggetti deboli, alla portata dei soli telescopi, senza nulla di spettacolare per l'occhio nudo.

Strategia della serata tipo: aprire con gli ultimi oggetti del Cigno e i globulari di Pegaso appena il cielo si scurisce; dedicare la parte centrale della serata a Nettuno, Andromeda, Triangolo, Cassiopea e Perseo, e a Saturno verso mezzanotte-l'una, quando culmina; e, se ci si alza presto, chiudere la sessione con Marte nel Presepe (11-12 ottobre), Giove e Orione prima dell'alba. Le notti attorno alla Luna Nuova del 10 ottobre restano la finestra migliore per qualunque bersaglio debole.


Errori da evitare

  • Aspettarsi una tempesta di Draconidi. Il 2026 non prevede outburst: il tasso atteso è di poche meteore all'ora. Vale la pena uscire soprattutto per il cielo senza Luna, in prima serata, senza aspettare per forza le 3 di notte: a quell'ora il radiante è basso e l'istante del massimo teorico non coincide con le condizioni migliori.
  • Cercare Venere sull'orizzonte serale a metà ottobre o, peggio, con binocolo e telescopio nei giorni attorno alla congiunzione inferiore del 24 ottobre. Alle nostre latitudini Venere è già sotto l'orizzonte al tramonto e, in ogni caso, puntare strumenti ottici vicino al Sole è pericoloso.
  • Fissare la notte delle Orionidi alle 23:00 o a mezzanotte. Con la Luna al 78-86% le ore migliori sono quelle dopo il suo tramonto, verso le 03:00, fino all'alba. Se possibile, aggiungere anche le notti precedenti, con più ore buie.
  • Aspettarsi che Saturno sia "gigantesco" a occhio nudo il giorno dell'opposizione. È una stella dorata di magnitudine +0,3: il bello è al telescopio. E non osservarlo appena sorge, ma nelle ore centrali della notte, quando è alto e l'aria è meno turbolenta.
  • Attribuire alle Orionidi ogni meteora veloce vista nella seconda metà del mese. Ci sono le ε-Geminidi, le Leonis Minoridi e le Tauridi, con radianti e velocità diverse: per distinguerle serve seguire le tracce e la direzione di provenienza.
  • Rimandare le sessioni deep-sky alla seconda metà del mese: dopo il Primo Quarto del 18 ottobre la Luna cresce e la finestra migliore si chiude. Il momento è ora, attorno alla Luna Nuova del 10.

Ottobre 2026 è un mese di transizione tra il caldo dell'estate e il freddo dell'inverno, ma è tutt'altro che povero di appuntamenti: un Saturno all'opposizione da osservare per ore, una Luna Nuova che regala il cielo più buio del mese, le Draconidi, Marte immerso nel Presepe, le Orionidi da inseguire nelle ore prima dell'alba, l'addio serale di Venere e una Luna del Cacciatore che chiude il mese con eleganza dopo aver sfiorato le Pleiadi.

Il consiglio è lo stesso di sempre: la finestra di buio tra il 6 e il 16 ottobre è la risorsa più preziosa del mese, tanto per le meteore quanto per il cielo profondo. Sfruttatela bene, perché a novembre il calendario riserva nuovi appuntamenti, dalle Leonidi del 17 all'incontro ravvicinato tra Marte e Giove.

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