Qualcosa di nuovo sta per arrivare nel cielo smart
Pensavi che uno smart telescope servisse solo a guardare lo schermo dello smartphone? Sky-Watcher sta per farti cambiare idea.
A Imaging World, a Norimberga, il marchio ha svelato Orbis, il suo primo smart telescope. La forma è insolita, la promessa ancora di più: lasciare che sia l'automazione a riprendere il cielo e, quando ne hai voglia, avvicinare l'occhio all'oculare e guardare con i tuoi occhi. Arriverà a partire dall'estate 2027: c'è tempo per farsi venire l'acquolina, e nel frattempo vediamo tutto quello che già sappiamo.
- È il primo smart telescope di Sky-Watcher.
- Dentro c'è un rifrattore con obiettivo ED a quattro lenti: 60 mm, 300 mm di focale, f/5.
- Due versioni: Orbis 60ED e Orbis 60EDX.
- Oculare zoom 5–16 mm (18x–60x) e flip mirror interno per osservare dal vivo.
- Montatura motorizzata, batteria da 12.000 mAh, 128 GB di memoria, app dedicata.
- Disponibilità annunciata: dall'estate 2027. Prezzo non ancora comunicato.
Il colpo di scena: un oculare
La maggior parte degli smart telescope fa una cosa sola, e la fa bene: riprende il cielo profondo e te lo mostra sul telefono. Orbis aggiunge un dettaglio che cambia tutto: un flip mirror interno devia la luce verso un oculare zoom da 5 a 16 mm, cioè da 18x a 60x con questa focale.
Significa poter guardare i crateri della Luna, i pianeti più luminosi e gli oggetti più brillanti del cielo profondo senza passare dallo schermo. L'oculare ha attacco da 1,25" ed è sostituibile con altri, e la messa a fuoco visuale è elicoidale. Perché un telescopio che ti lascia guardare è un'altra storia.
Due versioni, un solo cuore ottico
L'ottica è la stessa; a cambiare sono i sensori.
- Sensore Sony IMX662, 2,1 MP
- Campo inquadrato: 1,06° × 0,6°
- Oculare per l'osservazione visuale
- Doppio sensore: Sony IMX585 (8,3 MP, 4K) e IMX662
- Campo inquadrato: 2,1° × 1,2°
- Oculare per l'osservazione visuale
Tradotto: con la 60EDX il campo è circa il doppio in ciascuna dimensione, quindi quasi quattro volte la superficie di cielo della 60ED. Oggetti molto estesi, come la Nebulosa di Orione, sulla carta entrano interi.
Quello che sappiamo già
Sky-Watcher ha già svelato buona parte della scheda tecnica. Eccola in breve:
| Ottica | Obiettivo ED a quattro lenti, 60 mm, focale 300 mm, f/5; obiettivo grandangolare integrato da 67° per le riprese a largo campo |
| Montatura | Altazimutale, 0,07" per passo, velocità massima 7°/s; ricerca, puntamento e inseguimento automatici; derotatore integrato ±180° |
| Messa a fuoco | Due focheggiatori motorizzati, uno per camera, con passo di 0,195 µm |
| Filtri | Ruota a tre posizioni: UV/IR, Ha/OIII e Dark (per il Sole è previsto un filtro solare esterno da applicare) |
| Energia e memoria | Batteria da 12.000 mAh (circa 8 ore senza alimentazione esterna); 128 GB interni, con copia diretta su USB senza software aggiuntivo |
| Comodità | Anticondensa integrato; un tasto per posizione iniziale, autocalibrazione, esposizione e fuoco automatici e parcheggio; avvisi su batteria, memoria, surriscaldamento ed errori di firmware |
| Controllo | App dedicata per trovare gli oggetti, acquisire le immagini ed elaborarle |
Un solo strumento, tanti modi di usarlo
Sky-Watcher lo presenta come un telescopio da vivere in più modi, anche di giorno:
- Cielo profondo smart: nebulose, galassie e ammassi.
- Sistema solare smart: Luna e pianeti.
- Largo campo notturno: Via Lattea, scie stellari, time-lapse.
- Osservazione visuale: dal vivo, all'oculare.
- Modalità diurna: panorami e time-lapse.
- Sessioni programmate: liste di oggetti, ricalibrazione del fuoco, mosaici ed elaborazione a fine sessione.
Immagina la serata
Tramonto, cielo che si scurisce. Posi lo strumento, premi un tasto, e Orbis pensa a posizione iniziale, calibrazione ed esposizione. Sullo smartphone compare il primo bersaglio della lista; nel frattempo tu punti l'oculare sulla Luna e regoli lo zoom, e chi è accanto a te mette l'occhio e resta senza parole davanti ai crateri.
È solo uno scenario, ma è quello che Sky-Watcher sembra voler rendere possibile: automazione e meraviglia diretta nello stesso strumento. Resta da vedere come funzionerà sul campo.
Quello che ancora non sappiamo
Orbis è stato presentato con molto anticipo, e qualche tassello manca ancora:
- Il prezzo, non indicato nell'annuncio ufficiale.
- La data precisa di uscita: per ora si parla di estate 2027.
- La dotazione definitiva: come ricorda il distributore, dotazione ed estetica possono cambiare prima della commercializzazione.
I dati di questo articolo sono quelli dichiarati dal produttore: lo strumento non è ancora stato provato.
- Guardare il Sole senza filtro. Né all'oculare né con la camera: serve sempre un filtro solare adeguato, applicato davanti all'obiettivo.
- Aspettarsi il rendimento di un grande telescopio. Con 60 mm di apertura Luna e pianeti sono ottimi bersagli; per il cielo profondo è la camera a fare la differenza, non l'occhio.
- Dare per definitivo ciò che è ancora provvisorio. Prezzo, dotazione e data esatta devono ancora essere confermati.
Domande frequenti
Quando esce Sky-Watcher Orbis?
La disponibilità annunciata è a partire dall'estate 2027. Il prezzo non è stato ancora comunicato.
Con Orbis si può osservare a occhio?
Sì: un flip mirror interno invia la luce a un oculare zoom da 5–16 mm (18x–60x), sostituibile con altri oculari da 1,25".
Che differenza c'è tra Orbis 60ED e 60EDX?
L'ottica è la stessa. La 60ED ha un sensore Sony IMX662 da 2,1 MP; la 60EDX un sensore Sony IMX585 da 8,3 MP (4K) con campo di 2,1° × 1,2°, affiancato da un IMX662.
Restate sintonizzati
Orbis promette di unire due modi di vivere il cielo che finora sembravano alternativi. Quando arriveranno prezzo, data e altri dettagli, torneremo a parlarne. Nel frattempo, se hai domande o curiosità, scrivici o passa a trovarci nello showroom Adriasky di Rimini.
Fonte: comunicazione di Sky-Watcher Italia, 12 ottobre 2026. Dati tecnici dichiarati dal produttore e soggetti a modifica prima della commercializzazione.